SPECCHIA è un piccolo centro situato nel basso salento, in provincia di Lecce.
E’ adagiato sopra una ridente collinetta a 130 mt. sul livello del mare. Da questa posizione è possibile ammirare la vasta pianura verso il mare adriatico ad est, e le ultime ondulazioni collinari delle serre salentine verso il mare Jonio ad ovest. Pochi sono i chilometri che lo separano dal mare, alla stessa distanza tra le lunghe e dorate spiagge della costa ionica e le scogliere ripide di quella adriatica.
SPECCHIA è tra i 98 comuni italiani che possono fregiarsi del titolo di “Borgo più bello d’Italia”. Il suo centro storico, di chiaro impianto medievale, è tra i più significativi del Salento.
Simbolo della città è il castello Protonobilissimo Risolo. Proprio dietro il castello si nasconde la parte più suggestiva del borgo, fitta di vicoli, stradine, scalinate.

Lo stemma civico di SPECCHIA raffigura un mandorlo che cresce su un cumulo di pietre: per ricordare, secondo alcuni, i mandorli che crescevano nelle contrade specchiesi.
Pietre fiorite, tra le quali si trova la vita, pietre da amare. Le “specchie”, appunto: cumuli di pietre a secco disposte in forma tronco-conica, risalenti al neolitico e all’età del bronzo, che anticamente i Messapi utilizzavano come opere di difesa, postazioni di vedetta o come sepolcri.

La “specchia di pietre” era, nel Medioevo, Specla de amigdalis, con riferimento ai mandorli, ma anche alla fondatrice dell’antico casale, la matrona romana Lucrezia Amendolara, che di quel posto ne fece una passione.
Una visita a Specchia non può non includere il convento dei Francescani Neri e la chiesa dedicata a santa Caterina d’Alessandria (XVI secolo).
Ha rifiniture gotiche, l’altare maggiore è dedicato all’Immacolata e i restanti quattro ad altri santi, tra cui Francesco. Si narra che probabilmente il Santo trascorse qui una notte, tornando dalla Terra Santa, e predisse la costruzione di un convento. Sotto si trova la cripta scavata nella roccia e sorretta da 38 colonne, le cui pareti sono impreziosite dalla bellezza di numerosi affreschi bizantini.
La chiesa di Santa Eufemia, del XIII secolo, fu edificata durante la dominazione greca; l’abside a due bifore è disposta verso oriente, secondo l’uso bizantino. La pianta è rettangolare. Una particolarità è la presenza della finestrella chiusa da una lastra di pietra leccese a forma di croce greca. Il culto della Santa, dicono, fu portato da Costantinopoli a Specchia da qualche pellegrino o mercante che dall’Oriente si rifugiò qui.